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Il Movimento Fareambiente Puglia, in sintonia con quello nazionale, in merito alla questione del nucleare, al momento è per una moratoria sul referendum non per divagare ma piuttosto per invitare alla riflessione sul futuro energetico del nostro paese, oggi fortemente deficitario, considerato che dipende per l’80% dall’importazione di energia nucleare dalla Francia, dal petrolio, dal carbone e dal gas. Senza considerare la pesante incidenza che queste fonti fossili provocano in termini di emissione di CO2 che oggi, a parole, tutti vogliamo ridurre. La nostra posizione riguardo al Nucleare si contraddistingue per essere possibilista, come forma complementare per un mix energetico; dunque non può essere considerata semplicemente diniego. Peraltro, è bene ricordarlo, il Rischio Zero non esiste e anche per questo Fare Ambiente chiede che venga valutata la sostenibilità del rischio nucleare, in quanto la sicurezza viene prima di tutto. Se in Italia non ci dovessero essere siti idonei a garantire la sicurezza, allora il nucleare non si farà. Allo stesso tempo, però, coerentemente con quanto si va professando occorrerebbe che vengano effettuati lo stress test alle circa 80 centrali nucleari di cui siamo circondati e che se non risulteranno più sicure, dovremmo pretendere la chiusura. Ma non possiamo essere contrari a priori al nucleare perché anche per gli idrocarburi valgono queste cose. Per tutte queste cose Fare Ambiente pone una questione: “qual è il rischio minore per una migliore qualità della vita?”
Dott.Benedetto Miscioscia - Coordinatore Fare Ambiente Puglia
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